Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

giovedì 23 luglio 2015

Il Vate Rivoluzionario

        

                
                                                  di Carlo Felici

"Ieri, come oggi, oggi come domani, quando la stirpe o l'uomo sta per diventare la ragione di vivere, insorgere è risorgere" G. D'Annunzio



Uno degli aspetti più sconosciuti e interessanti dell'opera di uno dei più grandi artisti e poeti italiani, è quello della sua vita rivoluzionaria, un vivere che, come lui scrisse, e ci possiamo davvero credere, fu “chiamato inimitabile”

Sino ad ora, l'aspetto della vita di D'Annunzio, dedito alla causa rivoluzionaria, era stato esplorato solo in parte da De Felice, con alcuni testi in merito alle esperienze del poeta nella Repubblica del Carnaro, oggi abbiamo invece uno studio più approfondito che è il frutto di una bella ricerca svolta da Antonio Alosco, il quale ha pubblicato di recente un libro dal titolo: Gabriele D'Annunzio socialista, oltre ad una bella raccolta di suoi scritti rivoluzionari curata da Emiliano Cannone, dal titolo "manuale del rivoluzionario".

Diciamo subito che è un titolo alquanto azzardato, dato che, strictu sensu, il Vate socialista non lo fu mai, almeno nell'accezione ordinaria del termine che possiamo riferire alla militanza in un partito e, in particolare, alla adeguazione della propria prassi verso le sue gerarchie interne. Fu però autenticamente rivoluzionario e vedremo perché.

D'Annunzio adeguò il mondo in cui visse, in maniera mirabilmente cosmica e storica, a se stesso, pur imprimendo alla sua epoca una sua personalissima, originalissima e vitalissima impronta caratteriale, artistica e anche politica.

venerdì 17 luglio 2015

Grecia: la dignità ha battuto l’avidità



Leonardo Boff *
 
 Ci sono momenti nella vita di un popolo in cui si deve dire di no, al di là delle possibili conseguenze. Si tratta della dignità, della sovranità popolare, della democrazia reale e del tipo di vita che si desidera per l'intera popolazione.
 Cinque anni fa la Grecia è piombata in una terribile crisi economica e finanziaria, soggetta a ogni sorta di sfruttamento, ricatto e anche di terrorismo da parte del sistema finanziario, in particolare  quello di origine tedesca e francese.  Si è verificato un vero e proprio intervento nella sovranità nazionale, imponendo a titolo definitivo misure di austerità estreme, elaborate senza consultare nessuno dalla Troika (Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale).
         Tali misure prevedevano una tragedia sociale,  di fronte alla quale il sistema finanziario non ha mostrato alcun senso di umanità. "Salva il denaro, soffra o muoia il popolo". Infatti dall'inizio della crisi ci sono stati più di diecimila suicidi di piccoli commercianti insolventi, centinaia di bambini lasciati alle porte dei monasteri con una nota di madri disperate: "Non lasciare mio figlio morire di fame." Una persona su quattro è disoccupata, più della metà dei giovani senza lavoro pagato e il PIL è diminuito del 27%. Non passa per la testa degli speculatori che dietro la statistica si nasconde  un calvario di sofferenza di milioni di persone e l'umiliazione di un intero popolo. Il loro motto è "l'avidità è buona". Non c'è niente altro. 

Ci ha lasciato l'amico che ha sempre atteso l'avvento di Dio


 

Leonardo Boff *

Ha fatto tutto nella sua vita. In gioventù fu ateo e marxista. Ma all'improvviso si convertì. Fu ordinato durante la guerra. Entrò nella Resistenza contro i nazisti. Nel 1949 venne nominato consigliere per la Gioventù di Azione Cattolica. Ma i suoi metodi libertari non piacquero allo status quo ecclesiastico e venne inviato ad accompagnare gli emigranti italiani che partivano in nave per l’Argentina. Durante il viaggio incontrò un Piccolo Fratello di Gesù, seguace di Charles de Foucault, il cui carisma è quello di vivere tra i più poveri nel mondo. Diventato anche lui Piccolo Fratello, iniziò la sua esperienza in Algeria nei pressi del deserto e all’interno della lotta di liberazione contro la dominazione francese. Poi fu mandato in Argentina. Lavorò per anni come operaio con i taglialegna. Fu nel Cile di Pinochet, ma il suo nome entrò presto nella lista che diceva: “Chiunque trovi una di queste persone, può eliminarla". Trascorse un periodo in Venezuela. Alla fine si stabilì in Brasile, a Foz do Iguaçu, dove ha creato una serie di iniziative per i poveri, come la raccolta di erbe medicinali, una fattoria didattica per i giovani senza tetto e altre organizzazioni popolari che continuano ad esistere oggi.
   Ebbe molti premi che rifiutava quasi sempre. Il più importante fu il 29 Novembre 1999 a Brasilia, quando l'ambasciatore israeliano gli conferì la più alta onorificenza data a un non-Ebreo, "Giusto tra le Nazioni". Durante la guerra aveva creato con altri una rete sotterranea che aveva salvato 800 ebrei.
Divenne monaco senza abbandonare il mondo, ma sempre all'interno del mondo dei poveri e umiliati. Tutto il tempo libero lo dedicava alla preghiera e alla meditazione. Durante il giorno recitava mantra e giaculatorie. Fu una delle figure di maggior rilievo che hanno attraversato la mia vita, con una capacità di parola in grado di resuscitare i morti. Eravamo amici-fratelli. 

mercoledì 8 luglio 2015

FRANCESCO: Chiesa in uscita. Da dove, per dove?



                                        Leonardo Boff *

Mentre ancora celebriamo la straordinaria enciclica su «La cura della Casa
Comune», torniamo a riflettere su una prospettiva importante di Papa
Francesco, il vero logotipo della sua comprensione della Chiesa: "Una
Chiesa in uscita". Questa formulazione racchiude una velata critica
al modello anteriore di Chiesa che era una Chiesa "senza uscita"
a causa di diversi scandali di ordine morale e finanziario, che avevano
forzato papa Benedetto XVI a rinunciare, una Chiesa che aveva perso il suo
capitale più importante: la moralità e la credibilità dei cristiani e del
mondo secolare.

Ma il logotipo "Chiesa in uscita" possiede un significato più
profondo, diventato possibile perché pensato da un papa che non veniva dai
quadri istituzionali della vecchia e stanca cristianità europea. Questa
aveva fasciato la Chiesa dentro a una comprensione che la rendeva
praticamente inaccettabile ai moderni, ostaggio di tradizioni fossilizzate
e con un messaggio che non affrontava i problemi dei cristiani e del mondo
attuale. La "Chiesa in uscita" vuole segnare una rottura con
quello stato di cose. Questa parola "rottura" irrita i
rappresentanti dell'establishment ecclesiastico. Ma non è per questo
che smette di essere vera. E dunque si pone la domanda:
"Uscita": da dove, per dove? Vediamo alcuni passi:

Ecosocialismo, un progetto promettente


di Leonardo Boff, teologo e filosofo
Tra le molte parole del linguaggio politico, una delle più fraintese è senza dubbio la parola "socialismo". Chiaro, il perché. Si affaccia alla storia come progetto alternativo alla perversità del capitalismo inteso sia come modo di produzione sia come cultura globalizzata, ostile alla vita e incapace di massimizzare la felicità.
Si obietta che il socialismo ha fallito in tutti i paesi del mondo. Una delle ragioni per mantenere l'embargo a Cuba socialista, per tanti anni da parte degli Stati Uniti d'America, si deve forse alla volontà di mostrare al mondo che il socialismo è realmente disutile e non deve essere cercato come forma di organizzazione della società. Obama ha dovuto riconoscere che in questo gli Stati Uniti d'America hanno fatto fiasco. Il capitalismo non è l’unica forma di organizzazione della produzione e della società. Inoltre abbiamo assistito all'implosione del socialismo reale esistente nell’URSS, il che ha prodotto un entusiasmo quasi infantile tra i cultori dell’ideale capitalistico, promosso trionfatore e vera soluzione finale dei problemi sociali.
Ma siamo obbligati a riconoscere che quel "socialismo" non è mai arrivato ad essere il socialismo pensato dai suoi teorici tre secoli or sono. In verità, si trattava di un capitalismo di Stato autoritario: il solo che poteva accumulare ricchezza e realizzare il progetto socialista attraverso i membri del partito escludendo la società civile.